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Platoni
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La mwcqCasata dei Platoni (de Platis) fu una mwcgcasa feudale, stanziata nella mwcwVal Taro.
Contents
• Storia
• Note
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Origine storica
Casta militare un'origine dèganacite-ref-b-1-0[1], un'origine cioè legata a quei guerrieri barbarici che avevano compiti di sorveglianza e governo all'interno dei possedimenti di re e duchi longobardi. Tenuto conto che il territorio di origine dei Platoni corrisponde all'attuale circondario di mwfwBorgo Val di Taro, sappiamo che tali territori erano stati donati dai re barbarici all'mwgaAbbazia di San Colombano di mwgqBobbiocite-ref-b-1-1[1]. I Platoni, in particolare, risulterebbero essere stati i mwhglivellari di questi terreni per conto dell'Abbazia, concentrando nelle proprie mani sempre maggior potere. Il capostipite storico della famiglia fu mwhwPlato Platoni (Borgo Val di Taro, ca. 980 - Borgo Val di Tarocite-ref-a-2-0[2], ca. 1022). Egli era figlio di mwjaFaciocite-ref-3[3], conte d'Angheria (attuale mwkqAngera), mwkgConte Palatino e mwkwCavaliere della Milizia Auratacite-ref-4[4]. Costui raggiunse l'alta mwmaVal di Taro, per merito delle ottime capacità militari, e sposò mwmqDomitilla, figlia maggiore del curtis livellario mwmgTurris, che fu maestro di mwmwBobbio. Anche il figlio Plato, come il padre, poté vantare i titoli di Conte Palatino e Cavaliere della Milizia Aurata, nonché Imperial Signore di Parma e del Cenocite-ref-5[5].
Origine del cognome
Malgrado, come abbiamo visto, il vero fondatore della dinastia fu Facino, viene spontaneo chiedersi perché i discendenti abbiano acquisito il cognome Platoni dal figlio, Plato, soprattutto tenuto conto della scelta insolita di un cognome che sembra avere origini greche. La risposta è rintracciabile nel testamento di Plato Platoni, il quale lasciò in eredità comune ai figli il castello Platono, con lo scopo dichiarato di preservare il cognome della casatacite-ref-a-2-1[2]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]. Sembrerebbe quindi che lo stesso Plato abbia acquisito il suo nome dal fortilizio ricevuto dal padre e che questo rappresentasse il simbolo del potere della casatacite-ref-a-2-2[2] (si tratta forse della stessa rocca presente nello stemma della famiglia).
Il testamento
In seguito alla morte di Plato Platoni, che nel frattempo aveva contratto matrimonio con mwtaMetodia di Lomello, figlia di Luciano, mwtqconte di Lomellocite-ref-8[8], i vari possedimenti vennero suddivisi tra i figli. Rimane tutt'oggi prova di questa suddivisione nel testamento rogato dal notaio Zirolo de Laude, conservato all'mwugArchivio di Stato di Parmacite-ref-a-2-3[2]. Secondo tale atto notarile rimase unicamente indiviso il castello de Platono, mentre i figli maggiori mwvwAllinerio e mwwaFranzoto ebbero le proprietà della Val Vona fino a Mozzola; mwwqRolandino ricevette i territori tra l'Ena e il Gotra, oggi in mwwgAlbareto; a mwwwLusiardo andò l'alta Val Taro, dove oggi sorge Borgo Val di Taro; mwxaBegarolo si ritrovò il mwxqcastello di Pietramogolana e territori vicino al mwxgfiume Taro mentre l'ultimo figlio, mwxwAntonio, ereditò i territori del milanesecite-ref-b-1-2[1]. Non viene nominato nel testamento l'ultimo figlio, mwzaLariato, in quanto nato illegittimo. Come si può notare i territori sotto il controllo di Plato raggiungevano dimensioni ragguardevoli, ma proprio la loro divisione tra i sei figli fu all'origine dell'indebolimento della potente famiglia, tant'è vero che ogni ramo si distinse in una nuova famiglia conservando in pochi casi il cognome originario Platoni (esso venne conservato unicamente dai due figli maggiori, Allinerio e Franzoto)cite-ref-b-1-3[1].
Storia
Tra il XI e il XII secolo i Platoni furono a capo di una consorteria di famiglie nobili montane che governavano i territori della Val Taro e della Val Cenocite-ref-b-1-4[1]. Nel XIII e XIV secolo la famiglia fu tra i maggiori alleati dei mwbwLandi di mwcaBardi negli scontri con i guelfi piacentini. Nel Cinquecento numerosi membri della famiglia presero parte al governo cittadino di Borgo Val di Taro e dei villaggi circostanti, ricoprendo spesso cariche quali magistrature, capitanerie, consigli e consolaticite-ref-b-1-5[1]. Altri Platoni, non residenti in città, fecero parte del consiglio cittadino quali rappresentanti dei Rurali. In seguito diversi Platoni si trasferirono a mwdqPiacenza, anche lì con incarichi di rilievo all'interno del governo cittadino.cite-ref-b-1-6[1]
Famiglie discendenti
Dalla frantumazione del consorzio feudale si formarono varie famiglie, alcune delle quali, come abbiamo detto prima, non conservarono il cognome originario ma bensì lo modificaronocite-ref-b-1-7[1]. È questo il caso dei mwgaGranelli, i mwgqLusardi (Luxardo, Lusiardi, Lusuardi)cite-ref-9[9], i mwhgCostaerbosa, i quali videro numerosi episodi di violenza con la fazione dei Platoni di Borgo val di Tarocite-ref-b-1-8[1], o i mwiwRossi che continuarono ad appellarsi “seu de Platis“ e che per anni dominarono il territorio valtarese.
Termine del potere
L'ultimo Platoni (quantomeno l'ultimo discendente a mantenere il cognome, malgrado come abbiamo visto via siano stati diversi rami della famiglia che lo modificarono nel tempo) a governare su un feudo fu mwjgTroilo Platoni (mwjwGravago - mwkaFidenza, post 1772), ultimo feudatario di Gravagocite-ref-10[10]. Soppresso il feudo nel 1772, gli fu intimato dal mwlqDuca di Parma di ritirarsi dal feudo, unito al Comune di Bardi. Egli si stabilì e morì a Borgo San Donnino, odierna Fidenzacite-ref-11[11]. Ciononostante la diffusione del cognome anche in anni successivi nella zona valtarese porta a supporre che discendenti della famiglia, malgrado non sempre nobili o appartenenti ai ceti elevati, siano sopravvissuti fino ai giorni nostricite-ref-b-1-9[1].
Note
cite-note-b-11. ↑ Il ceto dirigente in Borgo Val di Taro, Descrizione delle cariche civice con descrizione delle armi gentilizie e genesi onomastica di cognomi che compaiono dal sec. XIII oggi scomparsi o ancora esistenti, Associazione Ricerche Valtaresi "A. Emmanueli", De Meo Maurizio, 1998
cite-note-a-22. ↑ Testamento di Plato Platoni, del 5 ottobre 1022, depositato nell'Archivio Notarile di Borgotaro e all'Archivio di Stato di Parma
cite-note-33. ↑ Gamurrini, Eugenio, "Istoria Genealogica delle Nobili Famiglie Toscana, et Umbre", Secondo Volume, p.160. Nauefi Guccio Printing, 1671.
cite-note-44. ↑ Campi, Pietro Maria, "Dell Historia Ecclesiastica di Piacenza", Parte Prima, pág.308, Giovanni Cameral Bazachi Printing, 1651.
cite-note-55. ↑ Privilegi feudali concessi dall'imperatore mwyaEnrico II il Santo
cite-note-66. ↑ mwzaPraeter novam fortilitiam di Platone, nel comune propter quod sibi nomen domus retinerunt antiquum Platis ipsum
cite-note-77. ↑ mw0aquoniam Platorum familia a divino illo Platone philosopho trahens originem, haberet agnationis suae perpetuum cognomentum
cite-note-88. ↑ Palatio, Ioanne, "Aquila Saxonica Sub Ab Henrico Qua Aucupe imperatores Sassoni, Sanctum Henricum occidentis Ufque Imperatorem annuncio XV. Elogiis, Hierogliphicis, Imaginivus Antiquis" pág.176. Editor Iacobum Herz, 1673.
cite-note-99. ↑ Signori di Montarsiccio
cite-note-1010. ↑ Dizionario biografico dei Parmigiani, Vol. IV, PPS, Lasagni Roberto
cite-note-1111. ↑ Dizionario biografico dei Piacentini, Mensi Luigi, 1899
Bibliografia
• Paolo C.M. Schenoni Visconti, mw4a"Alcune note sui conti di Bardi ed altre famiglie bardigiane", (Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi cita un atto notarile del 19.5.1298, ripreso da Vignodelli Rubrichi "Regesti delle Pergamene del Fondo Landi")
• Giovanni Tocci, mw4g"Le terre traverse: poteri e territori nei ducati di Parma e Piacenza tra Sei e Settecento", Il Mulino, University of Michigan, 1985. (Nel suo volume cita le famiglie che risultano maggiormente nei consigli dello Stato Landi: "mw4wBORGO VAL TARO: Bocci, Boveri, Casali, Cassio, Fenaroli, Manara, Murena, Picenardi, mw5aPlatoni")
• Maurizio De Meo, mw5g"Il ceto dirigente in Borgo Val di Taro, Descrizione delle cariche civice con descrizione delle armi gentilizie e genesi onomastica di cognomi che compaiono dal sec. XIII oggi scomparsi o ancora esistenti", Associazione Ricerche Valtaresi "A. Emmanueli", 1998
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Collegamenti esterni
• mw6wDel regno d'ltalia sotto i barbari epitome con le annotationi dell'abbate Valeriano Castiglione. - Torino, Zavatta 1664, su books.google.it.
• mw7qSulle Orme Dei Pellegrini Lungo La Val Vona, su giacomobernardi.it. URL consultato il 12 luglio 2022 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2005).
• mw7wI castelli delle valli di Taro e Ceno, su yumpu.com.
• mw8qStoria della famiglia Formentini, discendenti dei Platoni, su castelloformentini.com.
• mw8wThe Platoni a Noble Italian Family of Longobard Origin (PDF), su nobility-association.com.
• mw9qStudi Lunigianesi Voll. XLIV -XLV (PDF), su manfredogiuliani.com.